Associazione Davide Lajolo Onlus

davidelajolo

Biblioteca Davide lajolo

un patrimonio raro - Walter Gonella, bibliotecario

Si è concluso il lavoro di catalogazione della parte del fondo bibliografico appartenuto a Davide Lajolo (5300 volumi) finanziata dalla Regione Piemonte e dall'Associazione Davide Lajolo.
La biblioteca di Davide Lajolo, che ha una consistenza di circa 9000 volumi, conserva libri di notevole interesse. Rispecchia, evidentemente, gli interessi dello scrittore (letteratura, giornalismo, storia, politica) e da conto anche della fittissima rete di relazioni e contatti intrattenuta da Lajolo. Occorre segnalare come, in molti casi, si tratti di testi fuori commercio, di edizioni numerate o prime edizioni con dediche degli stessi autori. Molti volumi non solo non risultano presenti nell'opac delle biblioteche piemontesi (Librinlinea) ma non risultano presenti nemmeno nell'opac del Servizio Bibliotecario Nazionale.
Concluso il presente lavoro di schedatura rimane tuttora esclusa una parte della biblioteca, stimabile attorno al 30% circa dell'intero patrimonio librario. L'Associazione Davide Lajolo ha provveduto con propri fondi a completare la catalogazione della sezione dedicata alla Letteratura.
Nella scelta del sistema di catalogazione ha, evidentemente, influito anche tale realtà: e cioè la consapevolezza che il progetto non si riferiva ad una catalogazione complessiva della biblioteca, ma bensì solo ad una sua parte. Non solo. Un'altra "rigidità" era rappresentata dalle librerie: si tratta di scaffalature e palchetti fatti su misura. Per cui, non potendo procedere ad un totale riordino del patrimonio, non sarebbe stato possibile procedere al riordino parziale – della parte cioè oggetto di catalogazione – proprio per i problemi di spazio fisico che si sarebbero verificati con lo slittamento dei libri di maggiore formato. Slittamento che sarebbe stato, comunque, inevitabile se si fosse scelta una collocazione basata sul sistema di classificazione decimale Dewey.
La biblioteca era stata riordinata per argomento dalla moglie dello scrittore, che aveva anche attribuito ai volumi una sommaria classificazione Dewey. Si è scelto di non cancellare ma di lasciare invece traccia di tali indicazioni, apposte a matita solitamente sul frontespizio, sull'occhietto, o sui risguardi. Si trattava, in ogni caso, dell'apposizione di una classificazione che non determinava l'ordinamento della biblioteca e quindi la posizione dei libri: non si trattava dunque di una collocazione. L'ordinamento della biblioteca – come si è detto – era invece per argomento, senza ulteriori specificazioni (ad esempio una chiave autore o titolo successiva alla classe Dewey). Non esisteva, quindi, alcuna collocazione vera e propria.
Date queste premesse, si è scelto quindi – per quanto riguarda lo spazio fisico e la posizione dei libri – di "fotografare" la situazione esistente e mantenere, in linea di massima, i libri nella posizione precedente la catalogazione.
Si è scelto di utilizzare una collocazione "semifissa", suddividendo il patrimonio in alcune sezioni corrispondenti agli argomenti che erano stati già alla base del riordino fisico da parte della moglie dello scrittore, e attribuendo a ciascun libro, all'interno di ciascuna sezione, un numero di catena. Il sistema scelto presenta indubbiamente il vantaggio, rispetto all'utilizzo della classificazione Dewey, di non richiedere un riordino dei libri all'interno della sezione – la qual cosa avrebbe comportato seri problemi di spazio.
Si tratta del resto di una biblioteca storica, quindi chiusa, senza crescita futura; inoltre l'accesso al libro avviene attraverso la mediazione del catalogo, per cui sarebbe stata inutile e inopportuna una collocazione a scaffale aperto; così come sarebbe stata eccessivamente vincolante per il futuro la scelta, all'opposto, di una collocazione "fissa", con indicazione ad esempio della sala, del numero di scaffale, del numero di palchetto e del numero di catena.
Si è ritenuto anche di non attribuire un unica catena di collocazione, ma di assegnare un numero di catena progressivo per ogni sezione per dare maggiore ordine e coerenza alla suddivisone della biblioteca per materia.
Le sezioni create sono tre: Critica letteraria (CRI), Letteratura (LET), Storia e politica (STO). E' ipotizzabile, un domani, qualora fosse possibile arrivare alla catalogazione della parte esclusa dal presente progetto, creare altre due sezioni per i libri rimanenti. Date le materie trattate, le sezioni future potrebbero essere una per l'arte, con riferimento alle arti figurative (pittura, scultura, storia dell'arte ecc.) e l'altra per lo spettacolo, con riferimento alle arti sceniche (teatro, cinema ecc.).
Per quanto riguarda gli aspetti più pratici, sono state seguite le indicazioni concordate con la Regione. La segnatura di collocazione è stata apposta, a penna, sul contropiatto anteriore del libro; il numero d'inventario è stato apposto, a penna, secondo le consuetudini biblioteconomiche, alla fine del testo e prima degli indici; poiché i libri presentavano già alcune timbrature in diverse pagine, si è apposto, come richiesto, un ulteriore timbro accanto al numero d'inventario.
Si è provveduto a segnalare, nelle note d'inventario, la presenza di dediche e note manoscritte.
Infine, come indicato, dato il danno che può essere arrecato dalle colle, e la difficoltà a far aderire le etichette con quelle reversibili, non sono state apposte etichette di segnatura sul dorso del libro; sono state apposte, invece, su ciascun palchetto, indicazioni con gli estremi delle segnature.
La biblioteca è locata in un ampio spazio appositamente dedicato nella casa di Vinchio appartenuta alla moglie dello scrittore e dove lo scrittore ha riunito i frutti dei suoi interessi culturali e politici, coltivati nel corso della sua vita, e dove è anche conservato, in un'apposita sala, l'archivio dei documenti, degli autografi, degli epistolari dello scrittore, a suo tempo notificati come di interesse regionale dall'Archivio di Stato di Torino e schedati con un contributo della Regione Piemonte.

La biblioteca è consultabile su www.librinlinea.it alla voce Associazione Davide Lajolo

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